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sabato 18 luglio 2009

LyX document processor con interfaccia grafica per elaborare testi rilascia la versione 1.6.3

LyX_logo LyX è un software libero con interfaccia grafica per elaborare testi. Viene descritto dagli sviluppatori non come un word processor ma come un document processor in quanto permette di concentrarsi sulla struttura del testo invece che sul suo layout. La fase di stampa viene gestita producendo codice LATEX, con il quale è possibile una stampa di qualità elevata.

Gli sviluppatori ci tengono a sottolineare che si tratta di un editore WYSIWYM (What You See Is What You Mean) e non WYSIWYG (What You See Is What You Get).

È particolarmente adatto all'elaborazione di testi scientifici, ma recentemente si sta diffondendo in ambito umanistico e in generale accademico, grazie anche alla possibilità di gestire database bibliografici (attraverso BibTeX), ed è spesso usato per la scrittura di romanzi, specialmente eBook.

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Si pone come alternativa a LATEX nel senso che pur producendo codice LATEX evita di doverlo scrivere, il che è particolarmente vantaggioso in documenti con formule matematiche o tabelle. Gli sviluppatori in realtà non gradiscono troppo la definizione di «front end di LATEX», giustificando ciò con il fatto che non memorizza il documento con codice LATEX ma con un proprio formato, e anche dal fatto che si possono esportare i documenti anche in altri formati, come ad esempio DocBook. La presenza di LATEX è comunque indispensabile ed è innegabile che LyX trovi i suoi utenti in particolar modo tra utilizzatori di LATEX. Infatti in diversi siti personali, di persone anche esterne al progetto LyX, il programma viene praticamente sempre citato in ambito LATEX. Lo stesso vale per le diverse recensioni che si possono trovare nelle riviste o, più raramente, nei libri.

È disponibile soprattutto per sistemi operativi con X11 (tipicamente Unix e GNU/Linux), ma esistono anche versioni per Win32.

LyX nasce nel 1995 come tesi di laurea di Matthias Ettrich, iniziatore e attuale coordinatore del più famoso progetto KDE. Lo scopo iniziale era un programma che permettesse di fare dei "documenti belli". Il progetto nasce con il nome LyriX in ambiente Unix, sui calcolatori dell'Università di Tübingen, dove l'iniziatore era studente di informatica. Dopo pochi mesi Ettrich rende pubblico il proprio progetto, distribuendolo a partire dalla versione lyrix-1.03 del 7 luglio 1995 con la licenza GPL. In un lungo thread svoltosi nei mesi di giugno e luglio 1995 nel gruppo di discussione comp.os.linux.misc, vengono discussi i primi progetti di wordprocessor WYSIWYG per GNU/Linux e il 29 giugno compare il primo riferimento a LyriX, primo nome di LyX. Dalla discussione che ne segue si vede che LyriX benché dichiarato dall'autore ancora in fase alpha, è considerato abbastanza maturo per essere usato.

Nel 1996 — nell'ambito del nuovo progetto KDE — Ettrich crea KLyX, una versione di LyX per KDE, che si basa sulle librerie Qt della Troll Tech. Dalla versione 1.3 il frontend Qt viene integrato nella distribuzione standard di LyX, fino a quando con la versione 1.5 le Xforms usate in precedenza vengono abbandonate del tutto, risolvendo definitivamente dei problemi legati alla licenza di distribuzione.

LyX può essere usato sotto diverse piattaforme Unix (GNU/Linux, Mac Os X, BSD, Irix, Solaris e altre), OS/2 e Windows. Non tutte le funzionalità sono supportate da tutte le piattaforme. In particolare, il LyX-server non è supportato da Win32 in quanto utilizza caratteristiche della gestione dei file inesistenti sotto Windows.

LyX può essere scaricato dal sito ufficiale e da suoi mirror, sia il sorgente che le versioni compilate; inoltre è incluso in tutte le principali distribuzioni Linux, in cui è possibile installarlo direttamente dal gestore di pacchetti.

La prima svolta di progettazione

In seguito alle discussioni svoltesi tra gli sviluppatori all'inizio del 1998, anche in seguito alla distribuzione di KLyX, venne deciso di sviluppare LyX in modo tale, da separare il codice di LyX in senso stretto (LyX core o kernel) dal codice necessario per comunicare con l'utente. Questa separazione è cominciata di fatto con la versione (non stabile) 0.13.

La Graphical User Interface (GUI) è composta, oltre che dalla finestra principale che permette di vedere e scrivere il testo, dai menù, dalla barra degli strumenti, il minibuffer, i popup e quant'altro venga usato per comunicare con l'utilizzatore. In LyX, idealmente, la parte GUI è tutto ciò che non serve quando si usa LyX per processi batch.

L'indipendenza dalla GUI implica che gli sviluppatori possono ignorare il lavoro svolto da chi implementa l'interfaccia con l'utente (che potenzialmente potrebbe essere anche di tipo testo e non grafico), mentre gli sviluppatori della GUI possono usare un frontend 7 di proprio piacimento, senza conoscere i dettagli del LyX core. La parte che mette in contatto i due aspetti è il cosiddetto back end.

Tale indipendenza permette così di avere lo stesso programma, LyX, con interfacce diverse, evitando in questo modo il rischio di forking che si concretizzò con KLyX e che avrebbe potuto rendersi necessario con il progetto CJK-LyX. La scelta di separare il più possibile il kernel dall'interfaccia utente rende più facile il port verso sistemi operativi diversi da Unix e GNU/Linux, come ad esempio OS/2 e Windows, aprendo la possibilità ad un port nativo 8. Gli sviluppatori di LyX non hanno seguito completamente la soluzione scelta dal progetto opensource Mozilla, in quanto ritenuto tra l'altro troppo lento, pur considerandolo un punto di riferimento.

La condivisione del codice

Trattandosi di un progetto open source, è evidente che chiunque possa vedere il codice, a maggior ragione gli sviluppatori stessi. Questo non vuol dire però che chiunque abbia i diritti di scrittura su qualsiasi directory del CVS e anche in questi casi, il tacito accordo tra gli sviluppatori è che eventuali modifiche riguardanti codice "altrui" vengano proposte a colui che ne mantiene la directory.

L'intenzione è di rendere l'indipendenza il più trasparente possibile dal punto di vista del LyX core. Inoltre dovrebbe rendere possibile lo sviluppo multi-toolkit, in modo che possano esistere diverse versioni di LyX che si distinguono soltanto per l'interfaccia con l'utente, integrandosi meglio con l'ambiente scelto dai porter: KDE piuttosto che Gnome in ambito GNU/Linux, ma anche OS/2 piuttosto che Windows per quanto riguarda i più noti sistemi operativi grafici proprietari.

La GUI non è ancora completa, si tratta infatti di modificare il codice un modo graduale. Non è stato neanche completata una GUI che non usi le xforms che rimangono di fatto l'implementazione di riferimento. Attualmente diversi gruppi lavorano alle seguenti librerie come alternativa alle xforms: Gtk/Gnome, Qt/KDE e Qt2. Da quanto pubblicato sul sito si può notare come i diversi gruppi lavorino con priorità simili ma non uguali, in quanto alcune parti sono state implementate da tutti e tre i gruppi, altre invece solo da uno o due di loro. Trattandosi di un progetto che per definizione coinvolge un numero imprecisato di sviluppatori, il LyX-Team ha scritto un'ampia documentazione destinata agli altri (potenziali) sviluppatori.

Download

Screenshots

LyX_7

LyX_6

LyX_5

LyX_3

LyX_2

LyX_1

LyX

fonte: Wikipedia & LyX

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lunedì 13 luglio 2009

Bubbleshare servizio per immagazzinare e condividere fotografie

bubble_share_logo Bubbleshare è uno dei servizi per immagazzinare e condividere fotografie che cerca di contrastare il successo di Flickr.

BubbleShare è un servizio gratuito che offre la possibilità di inserire nei Blog una mini Galleria Fotografica previa creazione di uno o più album ampiamente personalizzabili. Particolarmente semplice ed intuitivo sebbene sia in lingua inglese, il servizio si integra perfettamente sulle piattaforme WordPress e Blogger; per le altre, il funzionamento è subordinato alla possibilità, da parte dell’utente, di poter mettere mano al motore HTML del template.

L’interfaccia di Bubbleshare è sicuramente il suo punto forte (guardate ad esempio una pagina che visualizza le miniature di un album e provate a muovere lo slider in alto).

Prima di scendere nei particolari delle funzioni, qui sotto potrete farvi una idea di minima del prodotto in questione grazie ad una piccola demo che ho preparato.

bubble_share

Il servizio richiede l’iscrizione da parte dell’Utente. Una volta inserito i dati (vostro nome; email; password) ed accettato i termini e le condizioni d’uso di BubbleShare, vi arriverà una email e potrete quindi accedere alla vostra Home page per settare in modo personale il nuovo account.

Le opzioni offerte sono numerose ed innovative: tra le quali, il file RSS 2.0 dell’album; la possibilità di inviare la collezione via email; la modifica delle immagini; inserire fonti audio e molto altro ancora. Il tutto è descritto nella Home page di BubbleShare. E’ stata aggiunta una nuova feature, lo zoom in stile “Aperture” realizzato tramite un sano uso di AJAX.

Il demo preso in visione sopra, è solamente uno tra i dieci formati offerti da BubbleShare: sarete quindi liberi di dare sfogo alla vostra creatività. Per ogni Album/Formato verrà generato un codice HTML (con la possibilità di stabilire l’intervallo di secondi che intercorre tra l’esposizione di una foto e l’altra); copia e incolla ed il gioco è fatto: nel vostro Blog apparirà uno Slideshow con le Vostre fotografie.

BubbleShare offre inoltre la possibilità di scaricare gratuitamente una Utility di Windows che permette di ridimensionare a proprio piacere la misura (re-size) delle immagini convertendole in una risoluzione leggera senza modificare in alcun modo l’originale.

BubbleShare è un’ottima alternativa alla batch di Flickr, sebbene i servizi gratuiti offerti (Flickr offre anche una versione PRO a pagamento) dalle due piattaforme siano sostanzialmente differenti.

Quello che rende unico BubbleShare è la semplicità delle operazioni. In 30 secondi puoi aggiungere narrazioni audio a ciascuna foto caricata e le immagini digitali caricate possono essere salvate come slide PowerPoint in tutti i formati file più popolari come GIF, JPG e PNG.

Bubbleshare non hai bisogno di registrarsi ed è compatibile con tutti i sistemi operativi ed i maggiori browser come FireFox, Safari, Netscape, Mozilla, e Opera.

martedì 7 luglio 2009

Enigmail, estensione open source per il client e-mail della suite Mozilla / Netscape e per Mozilla Thunderbird

Enigmail è un'estensione open source per il client e-mail della suite Mozilla / Netscape e per Mozilla Thunderbird. Permette agli utenti di utilizzare il sistema di autenticazione e cifratura offerto dallo standard OpenPGP facendo uso dell'implementazione offerta da GnuPG.

Principali caratteristiche:
  • Cifratura/Firma delle mail inviate, Decifrazione/Autenticazione delle mail ricevute
  • Supporto per la cifratura inline-PGP (RFC 2440) e PGP/MIME (RFC 3156)
  • Gestione multiutente della cifratura, delle firme e delle preferenze
  • Possibilità di creare regole per automatizzare la firma e la cifratura dei messaggi
  • Trattandosi di un'estensione per i software Mozilla, può essere utilizzato su Windows, Macintosh e Linux. Enigmail viene solitamente usato con GnuPG, anch'esso gratuito, open source e disponibile per Windows, Macintosh e Linux.
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Forse potreste pensare che le vostre comunicazioni siano sicure al 100% e che tutti i messaggi di posta elettronica che inviate dal vostro computer arrivino a destinazione senza fare altre soste... purtroppo non è così.
Icedove/Enigmail
Ci sono svariate possibilità che il contenuto delle vostre e-mail non resti privato, ma che venga anzi intercettato da diversi possibili soggetti quali hacker, ISP, provider del proprio servizio di posta, ecc... Lo spam personalizzato che si riceve è la prova più evidente di ciò. Il provider della vostra casella di posta o altri soggetti possono, in base a delle parole chiave contenute nel testo delle e-mail, inviarvi spam su misura.

Guida alla configurazione di Enigmail (fonte: PuntoCR)

Tutto quello di cui abbiamo bisogno è: Tutte le operazioni riguardanti GnuPG possono essere effettuate da riga di comando, ma per rendere la procedura il più semplice possibile rimarremo in ambito Thunderbird.
Una volta installato il tutto si procede a creare una coppia di chiavi (una pubblica e una privata):
  • dalla barra degli strumenti di Thunderbird selezionare OpenPGP---> Gestione delle chiavi e dalla nuova finestra scegliere Genera---> Nuova coppia di chiavi
  • scegliere a quale indirizzo email associare la chiave
  • inserire una passphrase (password che verrà richiesta prima dell'invio di mail firmate/cifrate).
  • per la durata della chiave si consiglia di spuntare la casella Non scadrà mai, anche se ognuno farà la scelta che ritiene più opportuna.
  • nelle impostazioni Avanzate settare a 1024 la dimensione della chiave
  • cliccare su Genera chiave
Alla richiesta di creazione di un certificato di revoca rispondere positivamente (potrà servirci per revocare la chiave se compromessa, se perdiamo la chiave privata o per altri motivi) e mettiamolo al sicuro senza lasciarlo sul disco fisso.
genera chiave OpenPGP

Complimenti, avete creato la vostra coppia di chiavi!
Ora nella finestra di Gestione delle chiavi sarà visibile la chiave appena creata e da qui potrete gestirla al meglio. Tanto per cominciare cliccando col tasto destro sulla chiave decidiamo di inviare la chiave pubblica al server, cosicché sarà accessibile a tutti.
Inoltre sempre da qui si possono eseguire tutta una serie di operazioni sulle chiavi, come per esempio esportarle in un file per poi salvarle su un supporto esterno insieme al certificato di revoca, il che ci permette di poter usufruire dei servizi di crittografia anche su altri computer semplicemente importando le chiavi dal file.

Per rendere attivo il supporto GnuPG per il nostro indirizzo email, sempre in Thunderbird andiamo in Impostazioni account e nel sotto-menu OpenPGP dell'account desiderato e configuriamo come indicato nell'immagine seguente
impostazioni account

Giungiamo ora alla parte della configurazione di Enigmail che sarà spiegata quasi esclusivamente per immagini.
Dalla barra degli strumenti di Thunderbird selezionare OpenPGP--->Impostazioni
Nelle impostazioni Generali andrà inserito il percorso dell'eseguibile di GnuPG che è gpg.exe se usate Windows, gpg.cmd se usate Mac, semplicemente gpg per Linux.
impostazioni OpenPGP: generali

Per le altre impostazioni attenersi alle immagini seguenti.
impostazioni OpenPGP: Invio
impostazioni OpenPGP: Scelta della chiave
impostazioni OpenPGP: PGP/MIME
impostazioni OpenPGP: Avanzate

Le impostazioni Debug non ci interessano.
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E' arrivato il momento di fare una prova. Componiamo un nuovo messaggio di prova e magari indirizziamolo ad un'altro eventuale nostro account per verificarne il funzionamento. Si può notare che ora nell'angolo in basso a destra compaiono due nuove icone che ci permettono di scegliere se firmare/cifrare il nostro messaggio (la firma/cifratura è attiva di default).
e-mail di prova

Se i nostri destinatari non hanno il supporto PGP nel loro client di posta o se leggono la posta solo dal web, riceveranno il messaggio in questo modo:
-----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE-----

Hash: SHA1

Prova

-----BEGIN PGP SIGNATURE-----
Version: GnuPG v1.4.3 (GNU/Linux)
Comment: Using GnuPG with Mozilla - http://enigmail.mozdev.org <--- Questo commento può essere rimosso nelle opzioni iD8DBQFETUAiIIY1uSeLXkQRAi/DAJ4zPo5OSLj/0nCwFCu6A6MqHiFzDQCfbBsu 3a5mf+U9wkZRdA0xMo6I/YQ=
Se si vuole cifrare anche la posta di altri account, si può semplicemente ripetere la procedura creando un'altra coppia di chiavi, oppure usare la stessa coppia dell'altro account.

Note aggiuntive:
  • Per inviare email cifrate è necessario avere la chiave pubblica del destinatario. Se, come nella maggioranza dei casi avviene, il destinatario non possiede nessuna chiave, i nostri messaggi saranno automaticamente firmati, ma non cifrati, il che comunque ci assicura un decente livello di protezione.
  • Bisogna ricordare che ad essere cifrato è il corpo delle email, mentre il titolo resta sempre in chiaro, anche se Enigmail ci offre la possibilità di omettere il titolo.
  • Esistono numerosi front-end grafici per una gestione ottimale delle chiavi nel caso in cui Enigmail non vi dovesse soddisfare sotto questo punto di vista.
  • Ricordare di custodire segretamente e possibilmente di non lasciare sul disco fisso sia la chiave privata che la passphrase.

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GVim, editor di testo open source e multipiattaforma

Vim, o Vi IMproved, è un editor di testo open source e multipiattaforma, nato per fornire una versione migliorata, appunto, di Vi.

La sua prima versione è stata scritta nel 1991 da Bram Moolenaar; le versioni successive hanno aggiunto numerose capacità, specialmente utili per la modifica di codice sorgente. Attualmente è diffuso tra programmatori ed utenti di sistemi operativi unix-like.

Sono state aggiunte molte nuove caratteristiche: annullamento operazioni multi livello, evidenziazione della sintassi, cronologia della riga di comando, aiuto in linea, completamento dei nomi dei file, possibilità di nascondere il codice, supporto Unicode e molto altro. Questo pacchetto contiene una versione di vim compilata con una GUI GNOME2 e supporto a linguaggi di script come Perl, Python, Ruby e Tcl.
Da Vi mantiene la caratteristica di essere modale, ovvero di avere modalità diverse nelle quali i normali caratteri della tastiera hanno significato di inserimento testo o di comandi.

In questo modo, è possibile usarlo senza far uso del mouse, né dei tasti meta, permettendo una velocità maggiore di scrittura, a prezzo di maggiore difficoltà di utilizzo da parte di nuovi utenti.

DataVersione

19881.0Basato su Stevie per Amiga, chiamato Vi IMitation, mai rilasciato al pubblico.
2 novembre 19911.14Primo rilascio per il pubblico, per Amiga sul dischetto Fred Fish #591.
19921.22Port per Unix. Vim ora è in competizione con Vi. È a questo punto che Vim divenne Vi IMproved.
12 agosto 19943.0Gestione di finestre multiple.
29 maggio 19964.0GUI.
19 febbraio 19985.0Evidenziazione sintassi, scripting minimo (funzioni definite dall'utente, comandi ecc.).
26 settembre 20016.0Code folding, plugin, multilingua, ecc.
8 maggio 20067.0Controllo della sintassi, autocompletamento per i maggiori linguaggi di programmazione, visualizzazione a tab, undo a più livelli, grep integrato, ecc.
12 maggio 20077.1Correzione di molti errori

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Il primo passo per usare in modo efficiente Vim è imparare a fare a meno dei tasti freccia. Uno dei vantaggi del design modale di Vim è che non hai bisogno di muovere costantemente le mani avanti e indietro fra i tasti freccia è i tasti con le lettere; quando sei in command mode, le lettere h, j, k e l corrispondono alle direzioni sinistra, giù, su e destra, rispettivamente. Ci vuole un po’ di pratica per abituarsi, ma poi noterai la differenza.

Quando stai modificando una e-mail o del testo formattato in paragrafi, noterai che i tasti direzionali saltano più linee di quanto ti possa aspettare. Questo accade perché Vim vede i tuoi paragrafi come una unica lunga linea. Digita g prima di h, j, k o l per muoverti secondo le linee che appaiono a schermo invece delle linee virtuali.

I movimenti per muovere il cursore sulla linea corrente
La maggior parte degli editor ha solo comandi semplici per muovere il cursore (sinistra, su, destra, giù, inizio/fine linea, ecc…). Vim invece ha dei comandi davvero avanzati; questi comandi sono chiamati movimenti (motions). Quando il cursore si muove da un punto nel testo ad un altro, il testo fra questi punti (inclusi i punti stessi) può essere modificato. (Questo diventerà importante più tardi.)

Ecco alcuni dei movimenti più utili:

fx Muove il cursore avanti alla successiva occorrenza del carattere x nella linea corrente (ovviamente, x può essere qualunque carattere). Questo comando è estremamente utile. Puoi digitare ; per ripetere l’ultimo comando f che hai dato.

tx Come il precedente, ma muove il cursore immediatamente alla destra prima del carattere, non sopra di esso. (E’ molto utile, davvero.)

Fx Muove il cursore all’indietro alla prossima occorrenza del carattere x nella linea corrente

w Muove il cursore avanti di una parola
b Muove il cursore indietro di una parola
0 Muove il cursore all’inizio della linea corrente
^ Muove il cursore al primo carattere della linea corrente
$ Muove il cursore alla fine della linea
) Muove il cursore avanti fino alla frase successiva. (Utile quando stai scrivendo una e-mail o un documento testuale)
( Muove il cursore indietro di una frase

Muoversi in modo efficiente attraverso il file
Vim ha molti comandi che possono farti arrivare dove vuoi arrivare nel tuo file — raramente c’è bisogno di scorrerlo manualmente. Le combinazioni di tasti che seguono non sono tecnicamente dei “movimenti” (motions), dato che si muovono all’interno del file e non in una linea particolare.

Muove il cursore avanti di una schermata di testo
Muove il cursore indietro di una schermata di testo
G Muove il cursore alla fine del file
numG muove il cursore alla linea num. (Per esempio, 10G porta il cursore alla linea 10)
gg Muove il cursore all’inizio del file
H Muove il cursore all’inizio dello schermo
M Muove il cursore in mezzo allo schermo
L Sposta il cursore alla fine dello schermo

* Legge la stringa sotto al cursore e sposta il cursore alla successiva occorrenza (per esempio,se il cursore è da qualche parte nella parola “bob”, il cursore si sposta alla successiva occorrenza di “bob” nel file)
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# Come sopra solo che sposta il cursore all’occorrenza precedente
/text Cerca, a partire dal cursore, la successiva occorrenza di text e sposta li il cursore. Bisogna premere Enter per eseguire la ricerca. Per rieseguire l’ultima ricerca, digita n (sta per “next occurance”, prossima occorrenza )

?text Come / solo che cerca nella direzione opposta

ma Crea un segnalibro chiamato a alla posizione attuale del cursore. Un segnalibro può essere una qualunque lettera minuscola. Non lo puoi vedere ma è li!

`a Va al segnalibro a. Importante: quello è un apice rovesciato (backtick) non un apostrofo. L’apice rovesciato si crea di solito digitando Altgr-’ sulle tastiere italiane

`. Va all’ultima linea modificata. Questo è utilissimo! Se hai bisogno di scorrere un file per cercare qualcosa puoi sempre tornare indietro dove stavi prima senza creare un segnalibro usando il comando `


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lunedì 6 luglio 2009

Pessulus, editor di lockdown permette all'amministratore di sistema di impostare valori obbligatori in GConf

Pessulus permette all'amministratore di sistema di impostare valori obbligatori in GConf, che vengono applicati a tutti gli utenti, limitando ciò che essi possono fare; ciò può essere di particolare utilità in chioschi (internet caffè, per esempio).

Esempi di ciò che può essere bloccato sono tra i tanti possibili, i pannelli (non è permesso nessun cambiamento nella configurazione dei pannelli, bloccando la loro posizione e il loro contenuto), alcune loro funzioni singolarmente (disabilitare il blocco dello schermo e il logout), il browser web (disabilitare alcuni protocolli, URL arbitrarie, forzando l'utente a rimanere in modalità schermo intero).
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Pessulus è un tool per Gnome scritto in Python che permette di attivare, o meglio disattivare, graficamente tutti (o quasi) i componenti del desktop, andando a modificare i file di configurazione di GConf, il demone che gestisce le configurazione di Gnome.

Con la possibilità di configurare quello che si può e quello che non si può fare, questo software si indirizza alla gestione dei punti di accesso di tipo Computer Kiosk, dove si vuole fornire un certo tipo di servizio (ad esempio navigazione internet, stampa di documenti, consultazione banca dati, etc.) ma senza costringere gli utenti a registrarsi e ricordarsi gli ennesimi username e password.

Diventa più semplice fornire agli utenti casuali lo stretto necessario, come ad esempio un browser a tutto schermo, congelare il pannello e le icone ed escludere la possibilità di spegnere il computer. Le possibilità di configurazione sono minuziose ma non mancano delle lacune: non è possibile bloccare il mount di unità esterne (chiavette USB) e la configurazione del browser funziona solo per Epiphany.

In Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope, Pessulus è incluso direttamente tra gli strumenti di gestione.

Peccato che in Italia non si possano utilizzare delle soluzioni così semplici: secondo il Decreto Urbani, tuttora in vigore, occorre identificare e schedare chiunque acceda a internet.

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Disabilitazione di funzionalità dello GNOME Desktop

Lockdown manuale delle impostazioni

Disabilitare blocco schermo e termina sessione
Per disabilitare le funzioni per bloccare lo schermo e terminare la sessione, impostare a true la chiave /apps/panel/global/disable_lock_screen e la chiave /apps/panel/global/disable_log_out.

Quando si disabilitano le funzioni per bloccare lo schermo e terminare la sessione, i seguenti elementi sono rimossi dai pannelli:

le voci di menu Blocca schermo e Termina sessione dal Menu principale;
le voci di menu Blocca e Termina sessione dal menu Aggiungi al pannello ▸ Azioni. Per aprire tale menu, fare clic col tasto destro su uno spazio libero di un pannello, quindi scegliere Aggiungi al pannello ▸ Azioni;
le voci di menu Blocca schermo e Termina sessione dal menu Azioni nell'applet Barra dei menu.
Sono disabilitati inoltre tutti i pulsanti Blocca schermo e Termina sessione presenti sui pannelli.
Disabilitare operazioni da riga di comando
Per disabilitare le operazioni da riga di comando, impostare a true la chiave /desktop/gnome/lockdown/disable_command_line.

Quando si disabilitano le operazioni da riga di comando, avvengono i seguenti cambiamenti nell'interfaccia utente:
La voce di menu Esegui applicazione è rimossa dai seguenti menu:
Menu principale
il sottomenu Azioni nel menu Aggiungi al pannello;
il menu Azioni nell'applet Barra dei menu.
Qualsiasi pulsante Esegui sui pannello viene disabilitato.
Per disabilitare tutte le operazioni da riga di comando, è necessario rimuovere anche le voci di menu per avviare applicazioni terminale. Ad esempio, potrebbe rivelarsi necessario rimuovere dai menu le voci che contengono i comandi seguenti:
il comando di Terminale di GNOME, cioè /usr/bin/gnome-terminal;
/usr/bin/xterm;
/usr/bin/setterm;
Le voci sono rimosse dai menu seguenti:
Menu principale
Aggiungi al pannello ▸ Lanciatore dal menu
Per disabilitare le operazioni da riga di comando, è necessario disabilitare anche l'applet Riga di comando. Per disabilitare tale applet, aggiungerla alla chiave /apps/panel/global/disabled_applets. Quando si disabilita l'applet Riga di comando, tale applet è rimossa dai menu Menu principale e Aggiungi al pannello ▸ Utilità.

Disabilitare la configurazione del pannello
Per disabilitare la configurazione del pannello, impostare a true la chiave /apps/panel/global/locked_down.

Quando si disabilita la configurazione del pannello, avvengono i seguenti cambiamenti nell'interfaccia utente:

Le seguenti voci sono rimosse dal menu a comparsa di pannello e cassetti:

Aggiungi al pannello
Elimina questo pannello
Proprietà
Nuovo pannello
Il menù a comparsa del lanciatore è disabilitato.

Le voci seguenti sono rimosse dal menu a comparsa delle applet:
Rimuovi dal pannello
Blocca
Sposta
Il menu a comparsa del Menu principale è disabilitato.

La funzionalità di trascinamento del lanciatore è disabilitata, cosicché gli utenti non possano trascinare i lanciatori da e su i pannelli.

La funzionalità di trascinamento dei pannelli è disabilitata, cosicché gli utenti non possano trascinare i pannelli in nuove posizioni.

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martedì 30 giugno 2009

Installiamo Firefox 3.5 "Shiretoko" in Ubuntu

Mozilla ha reso disponibile la versione finale di Firefox 3.5, il browser web vittima di mesi di ritardo. Si tratta di un passo avanti decisamente importante per Firefox, grazie a numerose migliorie. La fondazione si è fissata un obiettivo ben preciso: erodere nuove quote di mercato a Internet Explorer e allontanare la sempre più pressante concorrenza dell'amica-nemica Google.

Firefox 3.5 estende il supporto HTML 5 ad elementi audio e video, incluso il supporto nativo a formati open-source come Ogg Theora. Il motore di Javascript (TraceMonkey) è stato migliorato ampiamente, con un visibile miglioramento velocistico nel caricamento della pagine più complesse - sebbene le prime prove indichino una maggiore velocità per Chrome e Safari.

La nuova versione del browser pone le basi per una migliore integrazione tra applicazioni online e offline, integra la possibilità di navigazione privata (senza salvare alcun tipo di dato) e riduce il suo impatto sul sistema, amministrando al meglio l'uso della memoria di sistema.

Il download può essere effettuato da qui. Oltre 3 milioni di persone hanno scaricato il programma, nel momento in cui stiamo scrivendo la notizia. Potete seguire la situazione in tempo reale da questo sito web, suddivisa anche per Stato.

Ovviamente appena uscita non si trova ancora tra i repository ufficiali, quindi per installarlo occorre:
  • Modificare la source.lst
Prima di tutto ci creiamo una copia di backup della sources.list nel caso in cui dovessimo commettere qualche errore.

Eseguiamo da terminale:

cp /etc/apt/sources.list /etc/apt/sources.list-backup

  • Aprire con il nostro editor di testo la lista dei repository:

$ sudo gedit /etc/apt/sources.list

e alla fine aggiungere:

  • Se usi l'ultima versione di Ubuntu 9.04 "Jaunty Jackalope"
deb http://ppa.launchpad.net/fta/ppa/ubuntu jaunty main
deb-src http://ppa.launchpad.net/fta/ppa/ubuntu jaunty main

  • Se stai provando Ubuntu 9.10 "Karmic Koala"
deb http://ppa.launchpad.net/ubuntu-mozilla-daily/ppa/ubuntu karmic main
deb-src http://ppa.launchpad.net/ubuntu-mozilla-daily/ppa/ubuntu karmic main

  • Se usi Ubuntu 8.04 "Hardy Heron"
deb http://ppa.launchpad.net/ubuntu-mozilla-daily/ppa/ubuntu hardy main
deb-src http://ppa.launchpad.net/ubuntu-mozilla-daily/ppa/ubuntu hardy main

  • Se usi ancora Ubuntu 8.10 "Intrepid Ibex:
deb http://ppa.launchpad.net/ubuntu-mozilla-daily/ppa/ubuntu intrepid main
deb-src http://ppa.launchpad.net/ubuntu-mozilla-daily/ppa/ubuntu intrepid main

Chiudiamo.

  • Torniamo di nuovo al terminal. Digitare:

$ sudo apt-key adv –recv-keys –keyserver keyserver.ubuntu.com 0C713DA6

Un bel aggiornamento con:

$ sudo aptitude update

E alla fine installiamo firefox 3.5:

$ sudo aptitude install firefox-3.5

Panoramica di Firefox 3.5 (Video):
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