mercoledì 22 aprile 2015

Guida a Ubuntu 15.04 “Vivid Vervet”: iniziata la migrazione a systemd.

Maria Susana Diaz | 10:16 |

Mancano ormai poche ore al rilascio di Ubuntu 15.04 Vivid Vervet, nuova release stabile che rende ancora più completa e funzionale la famosa distribuzione Linux supportata da Canonical.

Il team di Ubuntu ha annunciato il rilascio dell'ultima versione Beta (prima del rilascio della versione finale previsto per il 23 Aprile 2015) di Ubuntu 15.04 "Vivid Vervet" e delle sue derivate ufficiali.

Sul fronte Kubuntu troviamo poi una grossa novità ovvero la presenza di Plasma 5 come ambiente desktop di default.

Comune a tutte le distro c'è il consueto aggiornamento del parco software fra cui il nuovo Kernel 3.19.2 e il tanto atteso passaggio a systemd.

Tra le novità incluse di default in Ubuntu 15.04 Vivid troviamo Systemd, sistema di init che prende il posto dell'attuale Upstart, migrazione che però non porta grosse migliorie nei tempi d'avvio del sistema operativo. Con Ubuntu 15.04 Vivid debuttano nuovi sfondi; i developer del team Design Canonical hanno inoltre presentato un nuovo sfondo di default disponibile nella versione porpora e grigia.

vivid-ubuntu-convergencia_thumb2

Ecco dove scaricare le varie distro:

Canonical has announced the launch of Ubuntu 15.04 Final Beta along with the availability of beta images for the many Ubuntu community distributions. These test images should be mostly bug-free, but are still intended to be used for testing purposes. "Codenamed "Vivid Vervet", 15.04 continues Ubuntu's proud tradition of integrating the latest and greatest open source technologies into a high-quality, easy-to-use Linux distribution. The team has been hard at work through this cycle, introducing new features and fixing bugs. This beta release includes images from not only the Ubuntu Desktop, Server, Cloud, and Core products, but also the Kubuntu, Lubuntu, Ubuntu GNOME, Ubuntu Kylin, Ubuntu Studio and Xubuntu flavours. In addition to the usual suspects, we're also welcoming a new flavour to the family this cycle with Ubuntu MATE." More information can be found in the project's release notes. Downloads: ubuntu-15.04-beta2-desktop-amd64.iso (1,094MB, SHA256, torrent), kubuntu-15.04-beta2-desktop-amd64.iso (1,247MB, SHA256, torrent), lubuntu-15.04-beta2-desktop-amd64.iso (686MB, SHA256, torrent), ubuntu-gnome-15.04-beta2-desktop-amd64.iso (1,010MB, SHA256, torrent), ubuntukylin-15.04-beta2-desktop-amd64.iso (1,320MB, SHA256, torrent), ubuntu-mate-15.04-beta2-desktop-amd64.iso (1,085MB, SHA256, torrent), ubuntustudio-15.04-beta2-dvd-amd64.iso (2,359MB, SHA256, torrent), xubuntu-15.04-beta2-desktop-amd64.iso (961MB, SHA256,

Vivid vervet_1

Iniziata la migrazione a systemd.

vivid vervet systemd

Il team di Canonical ha iniziato la migrazione a systemd, impostando i file ISO delle daily build diUbuntu 15.04 in modo che facciano il boot con il nuovo sistema di init di riferimento.

Si tratta di un importante test per gli sviluppatori che adesso potranno mettere alla prova il loro lavoro sui Pc degli utenti che partecipano al ciclo di testing.

Systemd prenderà il posto di Upstart anche nelle varie derivate di Ubuntu 15.04, dunque anche nei file ISO di testing di Xubuntu, Kubuntu ecc. Il passaggio a systemd è stato confermato dal developer Martin Pitt che ha pubblicato un annuncio nella mailinglist di sviluppo dove consiglia di “prepararsi all’impatto”, visto che la migrazione non sarà esente da bug e problemi che sono sempre presenti nel ramo di testing.

L’unica derivata che è stata esclusa dalla migrazione è Ubuntu Touch. Gli sviluppatori della versione mobile di Ubuntu preferiscono infatti proseguire il loro sviluppo basato su Upstart finché il codice non sarà maturo a sufficienza per la migrazione a systemd.

systemd offre agli utenti la possibilità di eseguire un'istanza di systemd per gestire i propri processi e servizi, consentendo di avviare, fermare, abilitare e disabilitare le unità che si trovano in certe directory quando systemd viene eseguito dall'utente. Ciò è utile per demoni e altri servizi che comunemente non vengono avviati da root oppure utilizzano un utente apposito, come avviene con mpd.

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