giovedì 22 dicembre 2011

Git è un sistema software di controllo di versione distribuito, creato da Linus Torvalds.

Git-Gitweb-RepoLa progettazione di Git è stata ispirata da BitKeeper e da Monotone. Git era stato pensato inizialmente solamente come motore a basso livello che altri potevano usare per scrivere un front-end.

Tuttavia, il progetto Git è in seguito diventato un sistema completo di controllo versione, direttamente utilizzabile da riga di comando. Vari importanti progetti software adesso usano Git per il loro controllo versione, e principalmente il kernel Linux.

Il nome dato al progetto da Linus Torvalds è un termine gergale britannico per indicare una persona stupida o sgradevole. Linus lo spiegò così:
    « Sono un egoista bastardo, e do a tutti i miei progetti un nome che mi riguardi. Prima Linux, adesso Git. »
Il wiki ufficiale di Git fornisce alcune spiegazioni alternative per il nome. Per esempio, a causa della difficoltà di utilizzo delle prime versioni, il programma è stato definito "il sistema di controllo versione progettato per farti sentire più stupido di quanto tu non sia".

Caratteristiche.
git-diagram

Il progetto di Git è la sintesi dell'esperienza di Torvalds nel mantenere un grande progetto di sviluppo distribuito, della sua intima conoscenza delle prestazioni del file system, e di un bisogno urgente di produrre un sistema soddisfacente in poco tempo. Queste influenze hanno condotto alle seguenti scelte implementative:

    Forte supporto allo sviluppo non lineare. Git supporta diramazione e fusione (branching and merging) rapide e comode, e comprende strumenti specifici per visualizzare e navigare una cronologia di sviluppo non lineare. Un'assunzione centrale in Git è che una modifica verrà fusa più spesso di quanto sia scritta, dato che viene passata per le mani di vari revisori. Torvalds stesso fa la maggior parte delle fusioni e una piccola parte delle correzioni dirette al codice, perciò egli stesso ha dimostrato che questo aspetto funziona bene.

    Sviluppo distribuito. Similmente a Darcs, BitKeeper, Mercurial, SVK, e Monotone, Git dà a ogni sviluppatore una copia locale dell'intera cronologia di sviluppo, e le modifiche vengono copiate da un tale repository a un altro. Queste modifiche vengono importate come diramazioni aggiuntive di sviluppo, e possono essere fuse allo stesso modo di una diramazione sviluppata localmente.

    I repository possono essere pubblicati facilmente tramite HTTP, FTP, ssh, rsync, o uno speciale protocollo git. Git ha anche un'emulazione del server CVS, che consente di usare gli esistenti client CVS e plugin per IDE per accedere ai repositori Git.

    Gestione efficiente di grandi progetti. Git è molto veloce e scalabile. È tipicamente un ordine di grandezza più veloce degli altri sistemi di controllo versione, e due ordini di grandezza più veloce per alcune operazioni.

    Autenticazione crittografica della cronologia. La cronologia di Git viene memorizzata in modo tale che il nome di una revisione particolare (secondo la terminologia Git, una "commit") dipende dalla completa cronologia di sviluppo che conduce a tale commit. Una volta che è stata pubblicata, non è più possibile cambiare le vecchie versioni senza che ciò venga notato. (Anche Monotone ha questa proprietà.)

    Progettazione del toolkit. Git è un insieme di programmi di base scritti in linguaggio C, e molti script di shell che forniscono comodi incapsulamenti. È facile concatenare i componenti per fare altre cose utili.

    Strategie di fusione intercambiabili. Come parte della progettazione del suo toolkit, Git ha un modello ben definito di una fusione incompleta, e ha più algoritmi per tentare di completarla. Se tutti gli algoritmi falliscono, tale fallimento viene comunicato all'utente e viene sollecitata una fusione manuale. Pertanto è facile sperimentare con nuovi algoritmi di fusione.

    La spazzatura si accumula fino a quando viene raccolta. Quando si abortisce un comando o si scartano delle modifiche si lasciano degli oggetti inutilizzabili nel database. Tipicamente, questi sono solo una piccola parte della cronologia continuamente crescente degli oggetti utili, ma il comando di recupero dello spazio, git-gc --prune, può richiedere parecchio tempo.

Una proprietà di Git che ha prodotto considerevoli controversie è il fatto che prende istantanee di interi alberi di directory di file invece che di singoli file. I primi sistemi di controllo versione del codice sorgente, SCCS and RCS, lavoravano su singoli file, e vantavano il risparmio di spazio ottenibile dalla codifica delta delle versioni simili. I successivi sistemi di controllo versione mantennero questo concetto di identità dei file al variare delle revisioni di un progetto.

Git rifiuta questo concetto e non registra esplicitamente le relazioni di revisione di file a nessun livello all'interno dell'albero del codice sorgente.

Ciò comporta conseguenze rilevanti:

    È effettivamente leggermente più costoso esaminare la cronologia di modifiche di un singolo file rispetto a quella dell'intero progetto. Per ottenere la cronologia delle modifiche che riguardano un dato file, Git deve ripercorrere la cronologia complessiva e poi determinare quali modifiche hanno riguardato quel file. Questo metodo di esaminare la cronologia, comunque, permette a Git di produrre con altrettanta efficienza una singola cronologia che mostra le modifiche a un arbitrario insieme di file. Per esempio, una sottodirectory dell'albero dei sorgenti più un file di intestazione (header) globale a loro associato.

    I cambiamenti di nome di file e directory vengono gestiti in modo implicito invece che esplicito. Una grossa lamentela degli utenti di CVS è che usa il nome di un file per identificare la sua cronologia di revisioni, perciò non è possibile spostare un file o cambiargli nome senza interrompere la sua cronologia, così come cambiare nome alla cronologia rendendola inaccurata. La maggior parte dei sistemi di controllo versioni successivi a CVS risolvono questo problema dando a ogni file un nome interno univoco di lunga vita che sopravvive al cambiamento di nome.

Git non memorizza un identificatore di questo genere, e questo viene descritto come un vantaggio. I file di codice sorgente vengono talvolta spezzati o fusi oltre che semplicemente cambiati di nome, e memorizzare tali modifiche come un semplice cambiamento di nome congelerebbe per sempre nella cronologia una descrizione inaccurata di quello che è successo. Git affronta la questione rilevando i cambiamenti di nome mentre sfoglia la cronologia delle istantanee invece di memorizzarli quando si prende un'istantanea. (In breve, dato un file alla revisione N, un file con lo stesso nome alla revisione N-1 è il suo antenato di default.

Tuttavia, quando non ci sono file dal nome simile alla versione N-1, Git cerca un file che esisteva solamente alla versione N-1 e che abbia un contenuto molto simile a quello del nuovo file.) Questo richiede più lavoro di CPU ogni volta che si esamina la cronologia, e alcune opzioni per calibrare l'euristica.

Inoltre, la gente talvolta è turbata dal modello di immagazzinamento:

    Impacchettamento esplicito periodico degli oggetti. Git immagazzina ogni nuovo oggetto in un file distinto.

Sebbene tale file sia in un formato compresso, può occupare parecchio spazio ed essere inefficiente. Questo problema è risolto dall'uso di "impacchettamenti" ("packs") che immagazzinano molti oggetti in un solo file (o in un flusso di dati via rete), che hanno essi stessi una compressione delta.

Gli impacchettamenti vengono compressi con l'euristica che i file con lo stesso nome sono probabilmente simili, funzionano correttamente anche se questo supposizione non è valida. Gli oggetti appena creati (cioè appena aggiunti alla cronologia) sono ancora immagazzinati singolarmente, e per mantenere l'efficienza si dovrebbe effettuare periodicamente un impacchettamento.

Git implementa varie strategie di fusione; in fase di fusione si può scegliere un comportamento diverso da quello di default:

    risolvi (resolve): Questo è l'algoritmo tradizionale di fusione a 3 vie.

    ricorsivo (recursive): Questo è l'algoritmo di default quando si estrae o si fonde un ramo, ed è una variante dell'algoritmo di fusione a 3 vie. "Quando ci sono più antenati comuni che possono esser usati per una fusione a 3 vie, crea un albero di fusione degli antenati comuni e lo utilizza come albero di riferimento per la fusione a 3 vie. Questo risulta produrre meno conflitti di fusione senza provocare mal-fusioni dalle prove effettuate su effettive fusioni di rilascio prese dalla cronologia di sviluppo del kernel Linux 2.6. Inoltre, questo può rivelare e gestire i cambiamenti di nome."

    piovra (octopus): questo è l'algoritmo di default quando si fondono più di due teste.

Portabilità.

Git è pensato per funzionare in ambiente Linux, ma può essere portato su altri sistemi operativi Unix-like, tra cui BSD, Solaris e Darwin. Git è estremamente veloce su sistemi basati su POSIX come i suddetti.

Git può essere portato anche in ambiente Windows. Ci sono in effetti due possibilità per farlo: quella "ufficiale" richiede di installare e usare l'ambiente Cygwin (che è una emulazione POSIX); l'alternativa è un port nativo, cioè una modifica del codice sorgente per adattarlo a Windows. Git su Windows è sensibilmente più lento, a causa del massiccio uso da parte di Git di funzionalità POSIX del file system che devono essere emulate in ambiente Windows. Inoltre, molta gente trova che l'installazione di Cygwin sia troppo grande e invasiva per un tipico utente di Windows.

Esistono molti progetti open source che per ora hanno esplicitamente rinunciato a usare Git a causa della sua poca compatibilità con Windows, tra cui Mozilla e Ruby.

Un port nativo per Windows, con il nome di "WinGit" divenuto poi "Git on MSys", si avvicina al completamento utilizzando il compilatore MinGW, ma l'interfaccia-utente è ancora a riga di comando.
In alcuni casi (particolarmente per l'accesso remoto anonimo), si possono ammettere gli utenti Windows tramite il git-cvsserver (che emula un server CVS, consentendo l'uso di client CVS per Windows).

Altre alternative sono:

    Un client GIT basato su EclipseIDE, che usa un'implementazione in puro Java delle funzioni interne di GIT

    Un'estensione di Windows Explorer basata su libgit + cygwin.dll (è già iniziato un progetto per un software simile a TortoiseCVS)

Incapsulando in una libreria le operazioni di git a livello più basso in teoria consentirebbe la re-implementazione delle componenti di livello più basso per Windows senza dover riscrivere il resto.
Questi sforzi in generale dovrebbero aiutare a migliorare le prestazioni e la facilità di installazione su Windows; non è chiaro però se aiuteranno a risolvere la questione dei diversi modelli di autorizzazione.

Progetti che si basano su Git.
  •     git-gui è una GUI basata su Tk per le operazioni più comuni di Git. Questo progetto è incorporato in Git versione 1.5.0 e successive. (Si lancia con il comando "git gui").
  •     Cogito (homepage) - Petr Baudiš ha mantenuto un insieme di script chiamato Cogito (precedentemente git-pasky), che formano un sistema di controllo versione che usa Git come backend. Lo sviluppo di Cogito è stato interrotto nell'aprile 2007 quando la sua funzionalità è stata ritenuta ridondante con gli strumenti di frontend di Git, comunemente chiamati "porcellana" ("porcelain").
  •     StGIT (homepage) - Stacked GIT è un'applicazione Python che fornisce funzionalità simili a Quilt (homepage) (cioè aggiungere/togliere patch a/da uno stack) appoggiandosi a Git, per gestire le patch fino a quando vengo fuse.
  •     pg (Patchy GIT) è un'interfaccia a Git costituita da script di shell per aiutare l'utente a gestire un insieme di patch ai file. pg è in un certo senso simile a Quilt o a StGIT, ma ha un insieme di caratteristiche leggermente diverso. pg non viene più mantenuto dal 29 aprile, 2007
  •     DarcsGit è un'estensione di Darcs che gli consente di interagire con i repositori Git.
  •     bzr-git è un plugin per Bazaar per leggere gli alberi di Git. Sebbene sia ancora in fase alpha, fornisce abbastanza supporto per la visualizazione bzrk.
 
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giovedì 15 dicembre 2011

KPresenter è l'applicazione di punta del progetto KDE per creare in pochi minuti presentazioni degne di nota.

La suite KOffice offre diverse soluzioni per quanto riguarda i software per l'ufficio: per la realizzazione di presentazioni in formato multimediali, KPresenter è l'applicazione di punta del progetto KDE, ed è in grado di fornire strumenti potenti e versatili ed una semplicità di utilizzo tale da permettere anche ai meno esperti di creare in pochi minuti presentazioni degne di nota.

Oltre al proprio formato di file, KPresenter supporta anche file realizzati con PowePoint di Microsoft o con OpenOffice.org.

Tra le sue principali caratteristiche troviamo la possibilità di utilizzare template predefiniti o di crearne di propri, la possibilità di creare slide in formato HTML e numerosi strumenti per l'aggiunta di effetti e stili ai documenti.

Configurazione dell'interfaccia
.

Mostra i righelli.

    Come impostazione predefinita questa opzione è attiva, e visualizza un righello orizzontale e uno verticale nelle diapositive di KPresenter. Quando non è segnata, i righelli non sono più visualizzati su nessuna diapositiva.

Mostra la barra di stato.

    Attiva o disattiva la barra di stato, che come impostazione predefinita è attiva.

Numero di file recenti:

    Imposta il numero di file recenti che potranno essere aperti usando il menu File → Apri recenti. Il valore predefinito è 10 nomi di file. Il massimo che puoi impostare è 20 e il minimo 1.

Profondità del rientro del testo:

    Questa impostazione viene usata nel menu Testo dagli elementi Aumenta profondità e Diminuisci profondità per cambiare la profondità del rientro. Il valore predefinito è un centimetro.

Colore di sfondo dell'oggetto:

    Cambia il colore di sfondo del riquadro di testo. Il colore predefinito dello sfondo dei riquadri di testo è bianco. Se hai uno sfondo scuro e vuoi metterci su del testo, puoi colorare il riquadro in modo da poter vedere cosa stai scrivendo. Quando hai finito, l'area attorno al testo tornerà a qualsiasi colore di sfondo era prima. Il pulsante Valori predefiniti ripristina le impostazioni originali.
Colore della griglia:

    Qui puoi cambiare il colore della griglia, che come impostazione predefinita è nera.

Controllo ortografico.

Questa scheda definisce il comportamento del correttore ortografico.

Lingua predefinita:

    Puoi scegliere qui la lingua del correttore ortografico. Le lingue elencate sono prese da aspell, quindi se vuoi supporto per altre lingue devi installare i pacchetti di aspell corrispondenti.

Abilita il controllo ortografico in tempo reale

    Se segnato, evidenzierà in rosso gli errori di ortografia secondo il dizionario sopra selezionato, e le correggerà mentre scrivi. Questa opzione è attiva come impostazione predefinita. Questa opzione ha lo stesso effetto di Testo → Correttore ortografico → Correzione automatica, ed entrambi sono attivati o disattivati allo stesso tempo.

Salta tutte le parole MAIUSCOLE.

    Se questa opzione è segnata, le parole maiuscole non saranno sottoposte al controllo ortografico. Questa opzione è usata anche quando scegli la voce del menu Testo → Controllo ortografico →

Controllo ortografico.

Suggerimento.


    Questo è utile se il documento su cui lavori usa molti acronimi. Se questa casella non è segnata, la maggior parte di questi acronimi sarà indicata come errore. Segnando questa casella, KPresenter non identificherà gli acronimi come errori di ortografia.
Salta tutte le parole attaccate

    Se è segnato, tutte le parole attaccate fatte da parole esistenti non vengono indicate come errori. Questo è utile in alcune lingue. Questa opzione viene usata anche quando scegli la voce del menu Testo → Controllo ortografico → Controllo ortografico.

    Esempi di parole di questo tipo sono attaccapanni, portapacchi e montacarichi.

Suggerimento


    Segnare questa casella aiuterà KPresenter a evitare di segnalare come errori degli indirizzi Web e di posta elettronica. Questi indirizzi contengono spesso parole attaccate.
Ignora le seguenti parole

    Qui puoi mettere un elenco di parole che vuoi ignorare durante il controllo ortografico.

Aggiungi.

    Scrivi una parola nel campo, quindi fai clic sul pulsante Aggiungi per aggiungerla nell'elenco. Una volta che la parola è aggiunta all'elenco, anche se fai clic sul pulsante Annulla della finestra di configurazione, rimarrà nell'elenco.

Rimuovi.

    Evidenzia una parola nell'elenco, quindi fai clic su questo pulsante per rimuoverla.

Varie.

Limite annulla/ripeti:

    Imposta il numero di azioni che puoi annullare e rifare (quante azioni KPresenter mantiene nella sua memoria di annullamento). Il valore predefinito è 30. Il massimo è 60 e il minimo 10. Ogni azione oltre questo numero sarà dimenticata.

Mostra collegamenti.

    Quando vuoi inserire un collegamento nella tua diapositiva, usi il menu Inserisci → Collegamento..., che ti permette di inserire collegamenti a URL, a indirizzi di posta elettronica o a file. Se l'opzione Mostra collegamenti è attiva, tutti i collegamenti saranno visualizzati in un colore diverso. Ciò rende visibili i collegamenti del documento, ed è il comportamento predefinito. Se l'opzione non è segnata, i collegamenti saranno dello stesso colore del testo. I collegamenti sono visibili (o meno) sia durante lamodifica delle diapositive che nella presentazione. Un collegamento visualizzato: Un collegamento non visualizzato:

Sottolinea tutti i collegamenti.

    Se è segnato, fa sottolineare tutti i collegamenti. L'opzione è attiva come impostazione predefinita. Se non è segnata, i collegamenti non saranno sottolineati. Un collegamento visualizzato e sottolineato:
Mostra commenti

    I commenti sono inseriti nel testo alla posizione del cursore usando il menu Inserisci → Commento.... I commenti possono essere visualizzati solo durante la modifica e non nella presentazione. Se questa opzione è segnata (è l'impostazione predefinita), ogni commento sarà mostrato come un rettangolino giallo. Puoi farci clic destro per modificarlo, rimuoverlo o copiarne il testo. Un commento visualizzato:

Visualizzazione codice campo.

    Durante la modifica (non durante la presentazione) questa opzione visualizzerà tutti i codici variabili. Ciò è molto utile per vedere quale variabile viene visualizzata. Le variabili vengono inserite usando il menu Inserisci → Variabile.

Stampa note della diapositiva.

    Se segnato, tutte le note verranno stampate su carta. Le note verranno stampate tutte su un'ultima pagina a parte, dalla prima all'ultima diapositiva e concludendo con le note della pagina principale. Puoi vedere le note di ogni diapositiva usando il menu Visualizza → Mostra la barra delle note.

Griglia

Passo orizzontale della griglia:

    Imposta lo spazio, in centimetri, tra due punti su una riga orizzontale sulla griglia. Il valore predefinito è 0,5 centimetri.
Passo verticale della griglia:

    Imposta lo spazio, in centimetri, tra due punti su una riga verticale sulla griglia. Il valore predefinito è 0,5 centimetri.

Documento.

Valori predefiniti del documento.

Carattere predefinito:

    Fai clic sul pulsante Scegli..., e apparirà una nuova finestra. Usala per scegliere il carattere predefinito. Questa impostazione determina il carattere predefinito usato da KPresenter a meno di ulteriori formattazioni. Puoi far tornare qualsiasi testo a questo carattere predefinito selezionando Testo →

Formato predefinito dalla barra dei menu.

Lingua globale:

    Usa questa casella a cascata per determinare la lingua predefinita per il documento. Questa impostazione viene usata dagli strumenti di sillabazione e ortografia.

Sillabazione automatica.

    Segna questa casella se vuoi che KPresenter sillabi automaticamente le parole lunghe quando decide il ritorno a capo nei riquadri di testo. Questa impostazione non è predefinita.

Impostazioni del documento

Crea copia di sicurezza.

    Se segnato, creerà un <nome>.opd.autosave.odp nella cartella dove sono i tuoi file. Questa copia di sicurezza può poi essere usata in caso di problemi. La copia di sicurezza viene aggiornata ogni volta che salvi il tuo documento o ogni volta che c'è un salvataggio automatico.

Salvataggio automatico (min):

    Puoi usare questa impostazione per regolare quanto spesso KPresenter salva un file temporaneo. Se imposti questo valore a Disattiva salvataggio automatico, KPresenter non effettuerà il salvataggio automatico. Puoi regolare il salvataggio automatico da un minuto a 60.
Numero della pagina iniziale:

    Qui puoi cambiare il numero della prima pagina. Come impostazione predefinita è 1.

Suggerimento


    Questo è utile se hai un documento diviso in più file.

Ampiezza tabulazione:

    Ogni documento di KPresenter ha un insieme predefinito di tabulatori. Se aggiungi dei tabulatori al tuo documento, i tabulatori appena aggiunti sostituiscono quelli predefiniti. Puoi usare questa casella di testo per definire la spaziatura tra i tabulatori predefiniti. Per esempio, se inserisci qui 1,5, e l'unità di misura è il centimetro, il primo tabulatore predefinito sarà a 1,5 centimetri a destra del margine sinistro del riquadro. Il secondo tabulatore predefinito sarà a 3 centimetri dal margine, e così via.

Cursore.

Cursore in area protetta.

    Quando questa casella è segnata e fai clic in un riquadro protetto del documento, appare un cursore. Quando la casella non è segnata, e fai clic in un riquadro protetto, non si vede nessun cursore.

Inserimento diretto del cursore.

    Quando questa casella è segnata, puoi selezionare una sezione del testo usando il mouse. Sposta il mouse in una nuova posizione nel documento, fai clic una volta con il pulsante centrale del mouse, e il testo selezionato verrà copiato e incollato nella nuova posizione.

    Quando questa casella non è segnata, per copiare il testo da una sezione all'altra devi selezionarlo, copiarlo manualmente negli appunti, e incollarlo manualmente nella nuova posizione.

Strumenti.

Questa finestra imposta gli strumenti predefiniti. Ci sono cinque schede in questa finestra.

Tratto del riquadro.

La scheda Tratto del riquadro.

Questo viene usato nel menu Inserisci → Linea.

Colore:

    Imposta il colore della linea. Fare clic sul colore farà apparire la finestra standard di selezione dei colori di KDE.

Stile:

    Scegli lo stile della riga da Nessun tratto del riquadro, che non disegnerà nessuna linea, a linee tratteggiate e semplici.

Larghezza:

    Imposta lo spessore della linea.

Stile freccia.

    Imposta lo stile dell'inizio e della fine della linea. Per esempio, puoi scegliere una freccia alla fine e un quadratino all'inizio.

L'ultimo campo visualizza un'anteprima delle tue impostazioni.

Riempimento.


Tipo:

    Per il tipo puoi scegliere tra Colore singolo, Sfumatura o Trasparente.

Stile:

    Scegli lo stile o lo schema.

Colore:

    Scegli il colore. Il predefinito è il bianco. Fare clic sul colore farà apparire la finestra standard di selezione del colore di KDE.

L'ultimo campo visualizza un'anteprima delle tue impostazioni, sempre che il colore non sia il bianco.

Rettangolo.

Questo è usato nel menu Inserisci → Forma → Rettangolo.

La scheda Rettangolo

Puoi scegliere di mantenere le stesse proporzioni per le due impostazioni sotto premendo l'icona o separare le due impostazioni usando l'icona .

Inclinazione verticale:

    Imposta l'inclinazione verticale.

Inclinazione orizzontale:

    Imposta l'inclinazione orizzontale.

L'ultimo campo visualizza un'anteprima delle tue impostazioni.

Poligono

Questo è usato nel menu Inserisci → Forma → Poligono convesso/concavo.

La scheda Poligono.

Tipo:

    Puoi scegliere Poligono o Convesso/concavo.

Angoli:

    Imposta qui il numero di angoli del poligono.

Spigolosità:

    Aumenta o diminuisci la spigolosità del poligono.

L'ultimo campo visualizza un'anteprima delle tue impostazioni.

Torta

Questo è usato nel menu Inserisci → Forma → Torta/Arco/Corda.

La scheda Torta

Tipo:

    Puoi scegliere tre opzioni nella casella a cascata: Torta, Arco o Corda.
Posizione di partenza:

    Imposta qui la posizione di partenza.

Lunghezza:

    Imposta la lunghezza della torta.

L'ultimo campo visualizza un'anteprima delle tue impostazioni.


Screenshots.


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giovedì 8 dicembre 2011

KMPlayer riproduttore multimediale adatto alle esigenze di chi vuole un player funzionante in pochi minuti

KMPlayer è un riproduttore multimediale che è capace di riprodurre, tra altri, i seguenti formati: VCD, DVD, AVI, MKV, Ogg Theora, OGM, 3GP, MPEG-1/2/4, WMV, RealMedia, e QuickTime.

KMPlayer è strapieno di possibilità ed opzioni. Puoi riprodurre più rapido o più lento un video, selezionare una parte del video come favorito e cambiare gli Skins (apparenza), del KMPlayer dipendendo dal tipo di file che si stia riproducendo. Puoi adattare il riproduttore a tuo gusto, cambiando i colori e Skins.

KMPlayer è ideale per riprodurre qualunque tipo di file video, perfino quelli che ancora non hai finito da scaricare. 

Splendido lettore multimediale, con caratteristiche che lo rendono una scelta altamente consigliabile per divx, e altri formati video (compresi DVD, AVI, MKV, Ogg, OGM, 3GP, MPEG-1/2/4, WMV, RealMedia, QuickTime). La maggior parte di questi codec è supportata internamente, così non c'è nemmeno il problema di installare nuovi plugin (o codec) che potrebbero andare a creare incompatibilità nel sistema.

Il controllo dell'aspect ratio è ottimo (in modo da non avere facce allungate o schiacciate nel caso si debba vedere un video creato con un rapporto errato tra altezza e larghezza, ed è una cosa non infrequente), così come la possibilità di impostare tanti parametri dell'audio e del video.

E' uno dei pochissimi player che consente di variare in tempo reale la sincronia audio-video, in modo da risolvere i problemi di un divx con audio ritardato o anticipato rispetto al video (tramite l'opzione Sincronizza Audio/Video).

Purtroppo da quando l'autore ha ceduto il progetto (adessi sviluppa l'ottimo PotPlayer), The KMPlayer non ha più ricevuto aggiornamenti davvero significativi.

Screenshots.




Daum PotPlayer.

Rappresenta l'evoluzione dell'ottimo KMPlayer: l'autore di quest'ultimo, infatti, dopo averne ceduti i diritti a PandoraTV, ha creato un altro lettore multimediale molto simile, con caratteristiche quasi identiche.

Rispetto a KMPlayer continua ad essere aggiornato (con aggiornamenti veri e propri), non contiene pubblicità, né installa componenti adware.

PotPlayer è in grado di visualizzare correttamente una quantità veramente notevole di formati audio e video (compresi DVD, AVI, MKV, Ogg, OGM, 3GP, MPEG-1/2/4, WMV, RealMedia, QuickTime), con ottima gestione dei sottotitoli e delle eventuali tracce audio aggiuntive. La maggior parte di questi codec è supportata internamente, così non serve installare nuovi plugin (o codec) che potrebbero andare a creare incompatibilità nel sistema.

L'interfaccia grafica è molto versatile: sono infatti previste svariate interfacce predefinite, pari a quelle di tutti principali programmi della categoria. In altre parole, con un clic possiamo avere l'interfaccia di KMPlayer, così come quella di GomPlayer, ZoomPlayer, VLC e altre ancora.

Consente di variare in tempo reale la sincronia audio-video, in modo da risolvere i problemi di un divx con audio ritardato o anticipato rispetto al video (tramite l'opzione Sincronizza Audio/Video).

Purtroppo non c'è ancora una versione disponibile per Linux.

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giovedì 1 dicembre 2011

Creare applicazioni GUI sotto Linux con QDevelop (Ubuntu) e KDevelop (Kubuntu).

Chi dice che creare applicazioni GUI sotto Linux sia difficile, noioso e a rischio di mal di testa? Beh, forse lo era fino ad un paio di anni fa, ma da quando sono comparsi anche sotto il pinguino dei RAD (Rapid Application Development) in stile Visual Basic come Gambas e QDevelop le cose sono decisamente cambiate in meglio.

Sicuramente è dello stesso avviso Clive Cooper, un programmatore che ha pubblicato un interessante tutorial per spiegare, anche a chi è completamente a digiuno di Qt e C++, come utilizzare QDevelop per costruire all'interno di una finestra grafica un “Hello World!” più elaborato.

Una volta disegnata la vostra interfaccia grafica ed applicati i widget più funzionali all'esempio proposto (LineEdit, PushButton e ListWidget) manca solo d'inserire una minima parte di codice per fare interagire il tutto. Se poi venite da altri linguaggi di programmazione una guida base su come approcciare il C++ è d'obbligo.

La guida è semplice ed efficace, ma è solo uno spunto per decidere se QDevelop può essere uno strumento affidabile per cominciare a scrivere delle applicazioni vere e proprie.

l progetto QDevelop è un ambiente di sviluppo interamente dedicato a Qt4.

QDevelop richiede Qt4, il GCC sotto Linux,  possibilmente gdb per i programmi che mettono a punto e ctags per completamento di codice.

QDevelop è disponibile in inglese, francese, tedesco, olandese, polacco, spagnolo, cinese, russo e l'italiano.

QDevelop non è Kdevelop.

Qui sono alcune caratteristiche fondamentali di QDevelop.

· Piattaforma trasversale: OS X di sostegni Linux.
· Amministrazione dei progetti e del progetto normali SUBDIRS.
· Configurazione indipendente per ogni progetto. Cioè la ricostruzione soltanto per i progetti realmente modificati.
· Un redattore potente con completamento di codice, la sintassi che highligthing, i segnalibri, salvataggio automatico prima della configurazione, della linea numeri e del margine di selezione.
· Un browser che permette che il programmatore passi in rassegna la struttura dei codici categoria, dei membri e delle funzioni dei progetti.
· In caso di errori o avvertimenti della compilazione, il double-click sulla linea apre il redattore corrispondente.
· Ricerca degli errori con il gdb.
· Assistente di chiamata F1 per mostrare aiuto per la parola sotto il cursore.
· Open Source


Download.

Installazione.


Con Ubuntu Software Center (fa parte dei repository ufficiali nelle ultime versioni).

Ultima versione stabile rilasciata:

QDevelop 0.28

KDevelop è un free software IDE per GNU/Linux e altri Unix-like sistemi operativi integrato nell'ambiente desktop KDE e rilasciato sotto licenza GPL.

KDevelop 3.0 è stato completamente riscritto rispetto a KDevelop 2.

Kdevelop non include un compilatore, ma all'interno usa il GNU Compiler Collection (oppure, opzionalmente, altri compilatori) per produrre codice eseguibile.

La versione corrente supporta diversi linguaggi di programmazione come Ada, Bash, C, C++, Fortran, Java, Pascal, Perl, PHP, Python, Ruby ed SQL.

Caratteristiche.

Kdevelop usa un editor di testi integrato componente della tecnologica KPart. Per default l'editor è kate. Sono molte le caratteristiche di Kdevelop:

  •     Evidenziazione della sintassi del codice ed indentazione automatica.
  •     Diversi tipi di gestore del progetto per ogni linguaggio usato, come automake, qmake per le Qt e ant per il java.
  •     Navigazione delle classi.
  •     Front-end per il GNU Compiler Collection.
  •     Front-end per il GNU Debugger.
  •     Wizard per generare e aggiornare definizioni di classi.
  •     Completamento automatico del codice per C/C++.
  •     Supporto per Doxygen.
  •     Include il controllo Subversion.


Versioni future.

Dopo l'uscita di KDE 4, KDevelop è in corso di riscrittura in Qt 4, dato che l'attuale versione, scritta in Qt 3, non potrà girare in KDE 4 per motivi di incompatibilità.

Dalla versione 3.4 invece sarà presente la grossa novità di creare progetti Qt 4, cosa che non era invece possibile con le precedenti versioni.

Nella versione 4 sarà notevolmente migliorato tutto l'IDE, a partire dall'integrazione del designer Qt4 fino all'introduzione dei progetti C#, dato che lo scopo degli sviluppatori, è quello di avere 4 punti cardine:

    C
    C++
    C# (ancora non presente)
    Java (funzionamento attualmente molto limitato)



Splashscreens di tutte le versioni stabili:


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