sabato 23 ottobre 2010

Come installare Window Maker, o più semplicemente WMaker, window manager per il sistema grafico X Window System.

Maria Susana Diaz | 21:33 |
Chi scopre il mondo Linux rimane favorevolmente colpito dal grande numero di window manager a disposizione dell'ambiente grafico X-Windows. E così si cerca di provarli tutti, finendo per avere sull'hard disk decine di mega occupati.


Window Maker, o più semplicemente WMaker, è un window manager per il sistema grafico X Window System.


Window Maker fu originariamente scritto da Alfredo Kojima, un programmatore Brasiliano, per l'ambiente desktop di GNUstep e doveva essere una versione migliorata di AfterStep.


Esso, infatti è nato con lo stile di OpenStep ed emula l'interfaccia grafica dei sistemi NextStep.


Window Maker è molto essenziale, ma allo stesso tempo efficace, veloce ed efficiente: per tali ragione è spesso usato su computer datati.


Il nome originario era WindowMaker (senza spazi), ma ciò si scontrava con un prodotto della Windowmaker Software Ltd, azienda produttrice di software gestionale per la produzione di porte e finestre.


Nel 1998, quindi, un accordo tra gli sviluppatori di Window Maker e l'azienda "Windowmaker Software" stabilisce che il nome del window manager non doveva essere un'unica parola.


Window Maker è un window manager "OpenStep(TM) like". Cioè emula l'interfaccia grafica dei sistemi NEXTSTEP(TM); un po' come AfterStep ma con molti più vantaggi: andiamoli a scoprire.


Installazione.


Collegandosi al sito ufficiale www.windowmaker.org si ottengono tutte le informazioni sull'ultima versione disponibile (attualmente la 0.20.2) e sullo sviluppo successivo. I link sulla home page, permettono di scaricare i file sorgente. Una volta scaricato il pacchetto (in formato .tar.gz o .tar.bz2) lo si deve decomprimere con

tar zxvf WindowMaker-0.20.2.tar.gz
oppure
bunzip2 WindowMaker-0.20.2.tar.bz2
tar xvf WindowMaker-0.20.2.tar
più elegantemente: bunzip2 -c WindowMaker-0.20.2.tar.bz2 | tar xvf -).

La compilazione è facile: basterà digitare, all'interno della directory WindowMaker-0.20.2, i comandi


./configure
make
make install
rispondendo sì, durante l'esecuzione dello script di configurazione, alla richiesta di compilare le librerie libPropList.

Ovviamente esiste un pacchetto precompilato in formato rpm (personalmente uso Red Hat: per altre distribuzioni provate un FTP search...). Un sito veloce, da cui scaricare non solo Window Maker ma un numero infinito di altri pacchetti, è ftp.lnf.infn.it. Il pacchetto rpm si installa al solito modo:


rpm -i WindowMaker-0.20.1-4.rhl5.i386.rpm

Una nota per chi usa Red Hat 5.1: per installare Window Maker viene richiesta la libreria libjpeg.so.62, non inclusa in questa distribuzione (una piccola ma fastidiosa lacuna). Chi non ha già i pacchetti per l'upgrade deve procurarsi le librerie libjpeg6a-6a-2.i386.rpm (o utilizzare quelle presenti nella versione 5.0) e libjpeg-6b-5.i386.rpm ed installare entrambe, una volta tolte quelle già presenti. Non mi dilungo oltre.


Configurazione.

Prima di tutto si deve creare una directory contenente i file personali di configurazione. Niente paura: essa viene creata dal programma wmaker.inst. Quindi, digitate wmaker.inst più INVIO e verrà creata, nella vostra home, la directory GNUstep. A questo punto compare una scritta di questo tipo


Now the .xinitrc, .Xclients or .xsession script must be updated so that
it calls wmaker when you start an X session.
Type the name of the file that must be changed (normally .xinitrc).
If the file already exists, it will be backed up with a .old.11061048 extension

Potete creare automaticamente il file .xinitrc che avvierà Window Maker ad ogni sessione X digitando INVIO (e salvando il precedente .xinitrc con il nome .xinitrc.old.11061048); potete salvare il file di configurazione con un altro nome senza toccare il vostro .xinitrc; oppure potete decidere di modificare il tutto a mano interrompendo qui il programma di configurazione senza compromettere niente (cioè con un CTRL+C).

In ogni caso dovrete avere nel vostro .xinitrc (o in .Xsession o in qualsiasi altro file di configurazione voi abbiate) una riga con scritto exec wmaker (oppure exec /usr/X11R6/bin/wmaker).


Personalizzazione.

Al primo avvio di X-Windows, troverete, in alto a sinistra un bottone, detto clip, utilizzabile per scorrere i desktop virtuali (disposti in senso orizzontale); in alternativa, potete navigare fra i desktop con le combinazioni di tasti META+1, META+2... Personalmente trovo l'ultima soluzione più pratico.


Invece, in alto a destra, vi è una barra con altri tre bottoni: dall'alto al basso, dockit, xterm e WPref. Il secondo bottone avvia, ovviamente, xterm; il terzo offre un ottimo tool per la configurazione. Si può intervenire su tutto ciò che riguarda l'interazione con il desktop: velocità del mouse (che può essere notevolmente rallentato: ottima cosa per chi usa programmi di grafica), modo di comparsa dei menù, animazioni delle finestre ed animazioni "superflue" (avete mai visto esplodere un'icona?)... Fate molta ATTENZIONE nel configurare i menù: potreste perdere il vostro menù personale.


Aggiungere un bottone alla barra.

Una caratteristica interessante di Window Maker è la possibilità di personalizzare la barra dei "bottoni" senza editare i file di configurazione. Infatti, per aggiungere un bottone alla barra, basta lanciare l'applicazione desiderata (da xterm o dal menù). In basso a sinistra compare l'icona corrispondente che può essere trascinata a destra, sulla barra, e ad essa "incollata". E se non compare l'icona? A questo punto entra in gioco dockit (il primo bottone della barra) che avvia un semplice programma in grado di ricevere le caratteristiche dell'applicazione attiva e di crearne l'icona. Come prima, clickando sull'icona creata e trascinandola a destra, sulla barra, si può creare il bottone corrispondente.


Ora, premendo il tasto destro del mouse su uno dei bottoni, appare un menù. Selezionando Settings... si può intervenire sulla configurazione del bottone, ad esempio, settando l'avvio automatico di un'applicazione allo start di X (e questo ci servirà poco più avanti).


Temi per il desktop,

Un punto di forza di WindowMaker sono i temi per il desktop: non solo un'immagine di sfondo ma texture o gradienti di colore sulla barra delle finestre, nei menù sugli sfondi dei bottoni; tutto questo, in modo molto semplice, tramite il file di configurazione


~/GNUstep/Defaults/WindowMaker

Ma esistono anche temi pronti per l'uso. Collegandosi al sito wm.themes.org, ne potete trovare più di 300 (il sito fa parte di themes.org da cui derivano e.themes.org, as.themes.org ed altri in cui trovare i temi per il desktop di Enlightenment, AfterStep, KDE...).


Menù personalizzati.

L'impostazione di default prevede la lettura del file di definizione dei menù


~/GNUstep/Library/WindowMaker/menu
ma, nella stessa directory, ci sono una decina di file di menù, tradotti in varie lingue. Se già avete settato la localizzazione il menù di default è quello in lingua italiana: menu.it; se non sapete come abilitare la localizzazione, occorre aggiungere al file /etc/profile (o al proprio .profile) la riga

export LANG=it_IT

Tramite un editor, potete anche personalizzare il menù in maniera estremamente semplice (ricordate le ore trascorse ad interpretare il file di configurazione di FVWM2?).


Applicazioni dedicate.

Non vi ho ancora convinti a passare a WindowMaker? Allora dovete sapere che stanno fiorendo alcune applicazioni (o meglio, gadget) dedicate e che WindowMaker viene sempre più spesso incluso in distribuzioni ufficiali (ad esempio, la nuova Red Hat 5.2, lo contiene).

Gadget

Chi utilizza AfterStep conosce applicazioni come asclock, ascd, asmodem... applicazioni che si presentano sotto forma di icona e che possono essere aggiunte alla barra dei bottoni. Le stesse applicazioni possono essere utilizzate in WindowMaker (aggiungendo l'opzione --shape, o qualcosa del genere).

Ma c'è di più: all'indirizzo windowmaker.mezaway.org viene proposta una serie di applicazioni nate per WindowMaker (e, naturalmente, utilizzabili in AfterStep) tra cui un'orologio con data, un monitor per la CPU, un monitor per il collegamento ad internet, un lettore CD, un sintonizzatore per ascoltare la radio... alcune ancora in fase di sviluppo ma molto più belle di quelle di AfterStep (ok, sono un po' di parte...).


Ricordatevi di settare l'applicazione in modo che si avvii automaticamente ogni volta accedete ad X-Windows.

wmakerconf

Questa applicazione, basata su gtk, è inserita nella distribuzione Red Hat 5.2 che contiene una versione un po' diversa di WindowMaker. Infatti, ma non l'ho provata a fondo, in tale versione manca il programma di configurazione WPref, sostituito proprio da wmakerconf. In pratica, si ha la possibilità di configurare WindowMaker, come sopra, e di intervenire, inoltre, sulla personalizzazione del desktop (sfondo, barra delle finestre, colori vari...); si crea velocemente un tema per il desktop.


Conclusioni.

WindowMaker è graficamente all'altezza di Enlightenment pur essendo molto più leggero e quindi preferibile su quei computer non troppo veloci o ricchi di memoria. Le ultime versioni hanno caratteristiche (configurabilità, facilità d'uso...) che ne fanno un interessante strumento per la gestione del proprio desktop.

Screenshots.

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fonti: Pluto & Wikipedia

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2 commenti

Tulis commenti
avatar
mario
Admin
24 ottobre 2010 11:53

e per installarlo da sistema minimale debian da shell?

Reply
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mario
Admin
24 ottobre 2010 11:53

come si installa una debian da 0 con questo wm?

Reply

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