venerdì 31 luglio 2009

Infrastruttura per filtro di posta Perl per l'MTA Courier

Courier Filter implementa l'interfaccia courier filter dell'MTA Courier come infrastruttura per moduli di filtraggio della posta.

Gli autori di moduli filtro possono concentrarsi sulla scrittura reale logica del filtro senza doversi preoccupare dei soliti dettagli a basso-livello dell'interfaccia courierfilter.

È anche supportato il log su vari dispositivi.

Courier Filter permette di installare i moduli filtro multipli in configurazioni sequenziali e raggruppate gerarchicamente. Inoltre la polarità dei moduli può essere invertita, così che alcuni modi possono essere usati per accettare esplicitamente messaggi mentre altri sono usati nella maniera tradizionale per rifiutare messaggi.

Sono inclusi i seguenti moduli filtro:

* BlankBody: corrispondenza con messaggi con corpo vuoto (sintomo di
spammer stupidi),
* DNSBL: corrispondenza dell'indirizzo IP del MTA chiamante con
blacklist di DNS,
* SPF: autenticazione dell'indirizzo del mittente nei messaggi
in entrata,
* SPFout: autenticazione dell'indirizzo del mittente nei messaggi
in uscita,
* Envelope: corrispondenza dei campi envelope dei messaggi secondo
la RFC 2821,
* Header: corrispondenza delle intestazioni dei messaggi secondo
la RFC 2822,
* FakeDate: rilevazione di campi di intestazione implausibili e
malformati,
* ClamAVd: rilevamento di software maligno usando la scansione con
ClamAV,
* SpamAssassin: rilevamento della posta spazzatura con SpamAssassin,
* Parts: corrispondenza di parti MIME e contenuti di archivi ZIP,
* SendCopy: invio di copie dei messaggi a destinatari aggiuntivi.

Download Source Package courier-filter-perl:



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venerdì 24 luglio 2009

Nuovi aggiornamenti per la sicurezza in Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope riguardanti le librerie PulseAudio

Nuovi aggiornamenti per la sicurezza di Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope, riguardanti specificamente in questa occasione le librerie pulse audio.

Come al solito pubblicate da Canonical nel suo bollettino settimnale.

lbpulse-browse0
Versione 1:0.9.14-0ubuntu20.2:

* SECURITY UPDATE: root escalation from BIND_NOW re-execution.
- 0040-do-not-exec-for-bindnow.patch: use -Wl,-z,now instead of
performing a racey re-exec.
- CVE-2009-1894
Client libraries used by applications that access a PulseAudio sound server via PulseAudio's native interface. This package adds support for zeroconf (aka. Avahi, mdns) discovery of PulseAudio sinks and sources by client applications.

liboulse0
Versione 1:0.9.14-0ubuntu20.2:

* SECURITY UPDATE: root escalation from BIND_NOW re-execution.
- 0040-do-not-exec-for-bindnow.patch: use -Wl,-z,now instead of
performing a racey re-exec.
- CVE-2009-1894
Client libraries used by applications that access a PulseAudio sound server via PulseAudio's native interface. This package adds support for zeroconf (aka. Avahi, mdns) discovery of PulseAudio sinks and sources by client applications.

libpulsecore9
Versione 1:0.9.14-0ubuntu20.2:

* SECURITY UPDATE: root escalation from BIND_NOW re-execution.
- 0040-do-not-exec-for-bindnow.patch: use -Wl,-z,now instead of
performing a racey re-exec.
- CVE-2009-1894
This library provides core services to the PulseAudio daemon and modules the run inside the daemon.

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pulseaudio
Versione 1:0.9.14-0ubuntu20.2:

* SECURITY UPDATE: root escalation from BIND_NOW re-execution.
- 0040-do-not-exec-for-bindnow.patch: use -Wl,-z,now instead of
performing a racey re-exec.
- CVE-2009-1894

pulseaudio-esound-compat
These are some of PulseAudio's features:
* High quality software mixing of multiple audio streams with support for
more than one sink/source. May be used to combine multiple sound cards
into one (with sample rate adjustment).
* Wide range of supported client libraries. ESD, ALSA, oss, libao and
GStreamer client applications are supported as-is. Native PulseAudio
plug-ins are also available for xmms and mplayer.
* Good low latency behaviour and very accurate latency measurement for
playback and recording. Ability to fully synchronize multiple playback
streams.
* Network transparency, allowing an application to play back or record
audio on a different machine than the one it is running on.
* Extensible plug-in architecture with plug-ins for jackd, multicast-rtp
lirc and avahi, just to name a few. This package contains the daemon and basic module set.

pulseaduio-module-gconf
Versione 1:0.9.14-0ubuntu20.2:

* SECURITY UPDATE: root escalation from BIND_NOW re-execution.
- 0040-do-not-exec-for-bindnow.patch: use -Wl,-z,now instead of
performing a racey re-exec.
- CVE-2009-1894
This package contains the ESD compatibility components and enables a PulseAudio sound server to fully replace ESD.

Versione 1:0.9.14-0ubuntu20.2:

* SECURITY UPDATE: root escalation from BIND_NOW re-execution.
- 0040-do-not-exec-for-bindnow.patch: use -Wl,-z,now instead of
performing a racey re-exec.
- CVE-2009-1894
This module enables PulseAudio to store additional configuration in GConf. The module is called module-gconf.


pulseaudio-module-x11
Versione 1:0.9.14-0ubuntu20.2:

* SECURITY UPDATE: root escalation from BIND_NOW re-execution.
- 0040-do-not-exec-for-bindnow.patch: use -Wl,-z,now instead of
performing a racey re-exec.
- CVE-2009-1894

This module enables PulseAudio to publish itself as the default sound server to the X11 root window automatically upon startup. The is also a module to playback a sound file in place of the X11 bell beep. The modules are called module-x11-publish and module-x11-bell.

pulseaudio-utils
Versione 1:0.9.14-0ubuntu20.2:

* SECURITY UPDATE: root escalation from BIND_NOW re-execution.
- 0040-do-not-exec-for-bindnow.patch: use -Wl,-z,now instead of
performing a racey re-exec.
- CVE-2009-1894

pulseaudio-gconf
Versione 1:0.9.14-0ubuntu20.2:

* SECURITY UPDATE: root escalation from BIND_NOW re-execution.
- 0040-do-not-exec-for-bindnow.patch: use -Wl,-z,now instead of
performing a racey re-exec.
- CVE-2009-1894



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sabato 18 luglio 2009

LyX document processor con interfaccia grafica per elaborare testi rilascia la versione 1.6.3

LyX_logo
LyX è un software libero con interfaccia grafica per elaborare testi.

Viene descritto dagli sviluppatori non come un word processor ma come un document processor in quanto permette di concentrarsi sulla struttura del testo invece che sul suo layout.

La fase di stampa viene gestita producendo codice LATEX, con il quale è possibile una stampa di qualità elevata.
 
Gli sviluppatori ci tengono a sottolineare che si tratta di un editore WYSIWYM (What You See Is What You Mean) e non WYSIWYG (What You See Is What You Get).

È particolarmente adatto all'elaborazione di testi scientifici, ma recentemente si sta diffondendo in ambito umanistico e in generale accademico, grazie anche alla possibilità di gestire database bibliografici (attraverso BibTeX), ed è spesso usato per la scrittura di romanzi, specialmente eBook.


Si pone come alternativa a LATEX nel senso che pur producendo codice LATEX evita di doverlo scrivere, il che è particolarmente vantaggioso in documenti con formule matematiche o tabelle. Gli sviluppatori in realtà non gradiscono troppo la definizione di «front end di LATEX», giustificando ciò con il fatto che non memorizza il documento con codice LATEX ma con un proprio formato, e anche dal fatto che si possono esportare i documenti anche in altri formati, come ad esempio DocBook. La presenza di LATEX è comunque indispensabile ed è innegabile che LyX trovi i suoi utenti in particolar modo tra utilizzatori di LATEX. Infatti in diversi siti personali, di persone anche esterne al progetto LyX, il programma viene praticamente sempre citato in ambito LATEX. Lo stesso vale per le diverse recensioni che si possono trovare nelle riviste o, più raramente, nei libri.

È disponibile soprattutto per sistemi operativi con X11 (tipicamente Unix e GNU/Linux), ma esistono anche versioni per Win32.

LyX nasce nel 1995 come tesi di laurea di Matthias Ettrich, iniziatore e attuale coordinatore del più famoso progetto KDE. Lo scopo iniziale era un programma che permettesse di fare dei "documenti belli". Il progetto nasce con il nome LyriX in ambiente Unix, sui calcolatori dell'Università di Tübingen, dove l'iniziatore era studente di informatica. Dopo pochi mesi Ettrich rende pubblico il proprio progetto, distribuendolo a partire dalla versione lyrix-1.03 del 7 luglio 1995 con la licenza GPL

In un lungo thread svoltosi nei mesi di giugno e luglio 1995 nel gruppo di discussione comp.os.linux.misc, vengono discussi i primi progetti di wordprocessor WYSIWYG per GNU/Linux e il 29 giugno compare il primo riferimento a LyriX, primo nome di LyX. Dalla discussione che ne segue si vede che LyriX benché dichiarato dall'autore ancora in fase alpha, è considerato abbastanza maturo per essere usato.


Nel 1996 — nell'ambito del nuovo progetto KDE — Ettrich crea KLyX, una versione di LyX per KDE, che si basa sulle librerie Qt della Troll Tech. Dalla versione 1.3 il frontend Qt viene integrato nella distribuzione standard di LyX, fino a quando con la versione 1.5 le Xforms usate in precedenza vengono abbandonate del tutto, risolvendo definitivamente dei problemi legati alla licenza di distribuzione.

LyX può essere usato sotto diverse piattaforme Unix (GNU/Linux, Mac Os X, BSD, Irix, Solaris e altre), OS/2 e Windows. Non tutte le funzionalità sono supportate da tutte le piattaforme. In particolare, il LyX-server non è supportato da Win32 in quanto utilizza caratteristiche della gestione dei file inesistenti sotto Windows.

LyX può essere scaricato dal sito ufficiale e da suoi mirror, sia il sorgente che le versioni compilate; inoltre è incluso in tutte le principali distribuzioni Linux, in cui è possibile installarlo direttamente dal gestore di pacchetti.

La prima svolta di progettazione
In seguito alle discussioni svoltesi tra gli sviluppatori all'inizio del 1998, anche in seguito alla distribuzione di KLyX, venne deciso di sviluppare LyX in modo tale, da separare il codice di LyX in senso stretto (LyX core o kernel) dal codice necessario per comunicare con l'utente. Questa separazione è cominciata di fatto con la versione (non stabile) 0.13.

La Graphical User Interface (GUI) è composta, oltre che dalla finestra principale che permette di vedere e scrivere il testo, dai menù, dalla barra degli strumenti, il minibuffer, i popup e quant'altro venga usato per comunicare con l'utilizzatore. In LyX, idealmente, la parte GUI è tutto ciò che non serve quando si usa LyX per processi batch.

L'indipendenza dalla GUI implica che gli sviluppatori possono ignorare il lavoro svolto da chi implementa l'interfaccia con l'utente (che potenzialmente potrebbe essere anche di tipo testo e non grafico), mentre gli sviluppatori della GUI possono usare un frontend 7 di proprio piacimento, senza conoscere i dettagli del LyX core. La parte che mette in contatto i due aspetti è il cosiddetto back end.

Tale indipendenza permette così di avere lo stesso programma, LyX, con interfacce diverse, evitando in questo modo il rischio di forking che si concretizzò con KLyX e che avrebbe potuto rendersi necessario con il progetto CJK-LyX. La scelta di separare il più possibile il kernel dall'interfaccia utente rende più facile il port verso sistemi operativi diversi da Unix e GNU/Linux, come ad esempio OS/2 e Windows, aprendo la possibilità ad un port nativo 8. Gli sviluppatori di LyX non hanno seguito completamente la soluzione scelta dal progetto opensource Mozilla, in quanto ritenuto tra l'altro troppo lento, pur considerandolo un punto di riferimento.

La condivisione del codice
Trattandosi di un progetto open source, è evidente che chiunque possa vedere il codice, a maggior ragione gli sviluppatori stessi. Questo non vuol dire però che chiunque abbia i diritti di scrittura su qualsiasi directory del CVS e anche in questi casi, il tacito accordo tra gli sviluppatori è che eventuali modifiche riguardanti codice "altrui" vengano proposte a colui che ne mantiene la directory.
L'intenzione è di rendere l'indipendenza il più trasparente possibile dal punto di vista del LyX core. Inoltre dovrebbe rendere possibile lo sviluppo multi-toolkit, in modo che possano esistere diverse versioni di LyX che si distinguono soltanto per l'interfaccia con l'utente, integrandosi meglio con l'ambiente scelto dai porter: KDE piuttosto che Gnome in ambito GNU/Linux, ma anche OS/2 piuttosto che Windows per quanto riguarda i più noti sistemi operativi grafici proprietari.
La GUI non è ancora completa, si tratta infatti di modificare il codice un modo graduale.

Non è stato neanche completata una GUI che non usi le xforms che rimangono di fatto l'implementazione di riferimento. Attualmente diversi gruppi lavorano alle seguenti librerie come alternativa alle xforms: Gtk/Gnome, Qt/KDE e Qt2. Da quanto pubblicato sul sito si può notare come i diversi gruppi lavorino con priorità simili ma non uguali, in quanto alcune parti sono state implementate da tutti e tre i gruppi, altre invece solo da uno o due di loro. Trattandosi di un progetto che per definizione coinvolge un numero imprecisato di sviluppatori, il LyX-Team ha scritto un'ampia documentazione destinata agli altri (potenziali) sviluppatori.

Download

Screenshots
LyX_7
LyX_6
LyX_5
LyX_3
LyX_2
LyX_1
LyX
fonte: Wikipedia & LyX


Ricerca personalizzata




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lunedì 13 luglio 2009

Bubbleshare servizio per immagazzinare e condividere fotografie

bubble_share_logo

Bubbleshare è uno dei servizi per immagazzinare e condividere fotografie che cerca di contrastare il successo di Flickr.

BubbleShare è un servizio gratuito che offre la possibilità di inserire nei Blog una mini Galleria Fotografica previa creazione di uno o più album ampiamente personalizzabili. Particolarmente semplice ed intuitivo sebbene sia in lingua inglese, il servizio si integra perfettamente sulle piattaforme WordPress e Blogger; per le altre, il funzionamento è subordinato alla possibilità, da parte dell’utente, di poter mettere mano al motore HTML del template.

L’interfaccia di Bubbleshare è sicuramente il suo punto forte (guardate ad esempio una pagina che visualizza le miniature di un album e provate a muovere lo slider in alto).

Prima di scendere nei particolari delle funzioni, qui sotto potrete farvi una idea di minima del prodotto in questione grazie ad una piccola demo che ho preparato.

bubble_share

Il servizio richiede l’iscrizione da parte dell’Utente. Una volta inserito i dati (vostro nome; email; password) ed accettato i termini e le condizioni d’uso di BubbleShare, vi arriverà una email e potrete quindi accedere alla vostra Home page per settare in modo personale il nuovo account.

Le opzioni offerte sono numerose ed innovative: tra le quali, il file RSS 2.0 dell’album; la possibilità di inviare la collezione via email; la modifica delle immagini; inserire fonti audio e molto altro ancora. Il tutto è descritto nella Home page di BubbleShare. E’ stata aggiunta una nuova feature, lo zoom in stile “Aperture” realizzato tramite un sano uso di AJAX.

Il demo preso in visione sopra, è solamente uno tra i dieci formati offerti da BubbleShare: sarete quindi liberi di dare sfogo alla vostra creatività. Per ogni Album/Formato verrà generato un codice HTML (con la possibilità di stabilire l’intervallo di secondi che intercorre tra l’esposizione di una foto e l’altra); copia e incolla ed il gioco è fatto: nel vostro Blog apparirà uno Slideshow con le Vostre fotografie.

BubbleShare offre inoltre la possibilità di scaricare gratuitamente una Utility di Windows che permette di ridimensionare a proprio piacere la misura (re-size) delle immagini convertendole in una risoluzione leggera senza modificare in alcun modo l’originale.

BubbleShare è un’ottima alternativa alla batch di Flickr, sebbene i servizi gratuiti offerti (Flickr offre anche una versione PRO a pagamento) dalle due piattaforme siano sostanzialmente differenti.

Quello che rende unico BubbleShare è la semplicità delle operazioni. In 30 secondi puoi aggiungere narrazioni audio a ciascuna foto caricata e le immagini digitali caricate possono essere salvate come slide PowerPoint in tutti i formati file più popolari come GIF, JPG e PNG.

Bubbleshare non hai bisogno di registrarsi ed è compatibile con tutti i sistemi operativi ed i maggiori browser come FireFox, Safari, Netscape, Mozilla, e Opera.

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mercoledì 8 luglio 2009

Enigmail, estensione open source per il client e-mail della suite Mozilla / Netscape e per Mozilla Thunderbird

Enigmail è un'estensione open source per il client e-mail della suite Mozilla / Netscape e per Mozilla Thunderbird. Permette agli utenti di utilizzare il sistema di autenticazione e cifratura offerto dallo standard OpenPGP facendo uso dell'implementazione offerta da GnuPG.

Principali caratteristiche:
  • Cifratura/Firma delle mail inviate, Decifrazione/Autenticazione delle mail ricevute
  • Supporto per la cifratura inline-PGP (RFC 2440) e PGP/MIME (RFC 3156)
  • Gestione multiutente della cifratura, delle firme e delle preferenze
  • Possibilità di creare regole per automatizzare la firma e la cifratura dei messaggi
  • Trattandosi di un'estensione per i software Mozilla, può essere utilizzato su Windows, Macintosh e Linux. Enigmail viene solitamente usato con GnuPG, anch'esso gratuito, open source e disponibile per Windows, Macintosh e Linux.
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Forse potreste pensare che le vostre comunicazioni siano sicure al 100% e che tutti i messaggi di posta elettronica che inviate dal vostro computer arrivino a destinazione senza fare altre soste... purtroppo non è così.
Icedove/Enigmail
Ci sono svariate possibilità che il contenuto delle vostre e-mail non resti privato, ma che venga anzi intercettato da diversi possibili soggetti quali hacker, ISP, provider del proprio servizio di posta, ecc... Lo spam personalizzato che si riceve è la prova più evidente di ciò. Il provider della vostra casella di posta o altri soggetti possono, in base a delle parole chiave contenute nel testo delle e-mail, inviarvi spam su misura.

Guida alla configurazione di Enigmail (fonte: PuntoCR)

Tutto quello di cui abbiamo bisogno è: Tutte le operazioni riguardanti GnuPG possono essere effettuate da riga di comando, ma per rendere la procedura il più semplice possibile rimarremo in ambito Thunderbird.
Una volta installato il tutto si procede a creare una coppia di chiavi (una pubblica e una privata):
  • dalla barra degli strumenti di Thunderbird selezionare OpenPGP---> Gestione delle chiavi e dalla nuova finestra scegliere Genera---> Nuova coppia di chiavi
  • scegliere a quale indirizzo email associare la chiave
  • inserire una passphrase (password che verrà richiesta prima dell'invio di mail firmate/cifrate).
  • per la durata della chiave si consiglia di spuntare la casella Non scadrà mai, anche se ognuno farà la scelta che ritiene più opportuna.
  • nelle impostazioni Avanzate settare a 1024 la dimensione della chiave
  • cliccare su Genera chiave
Alla richiesta di creazione di un certificato di revoca rispondere positivamente (potrà servirci per revocare la chiave se compromessa, se perdiamo la chiave privata o per altri motivi) e mettiamolo al sicuro senza lasciarlo sul disco fisso.
genera chiave OpenPGP

Complimenti, avete creato la vostra coppia di chiavi!
Ora nella finestra di Gestione delle chiavi sarà visibile la chiave appena creata e da qui potrete gestirla al meglio. Tanto per cominciare cliccando col tasto destro sulla chiave decidiamo di inviare la chiave pubblica al server, cosicché sarà accessibile a tutti.
Inoltre sempre da qui si possono eseguire tutta una serie di operazioni sulle chiavi, come per esempio esportarle in un file per poi salvarle su un supporto esterno insieme al certificato di revoca, il che ci permette di poter usufruire dei servizi di crittografia anche su altri computer semplicemente importando le chiavi dal file.

Per rendere attivo il supporto GnuPG per il nostro indirizzo email, sempre in Thunderbird andiamo in Impostazioni account e nel sotto-menu OpenPGP dell'account desiderato e configuriamo come indicato nell'immagine seguente
impostazioni account

Giungiamo ora alla parte della configurazione di Enigmail che sarà spiegata quasi esclusivamente per immagini.
Dalla barra degli strumenti di Thunderbird selezionare OpenPGP--->Impostazioni
Nelle impostazioni Generali andrà inserito il percorso dell'eseguibile di GnuPG che è gpg.exe se usate Windows, gpg.cmd se usate Mac, semplicemente gpg per Linux.
impostazioni OpenPGP: generali

Per le altre impostazioni attenersi alle immagini seguenti.
impostazioni OpenPGP: Invio
impostazioni OpenPGP: Scelta della chiave
impostazioni OpenPGP: PGP/MIME
impostazioni OpenPGP: Avanzate

Le impostazioni Debug non ci interessano.
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E' arrivato il momento di fare una prova. Componiamo un nuovo messaggio di prova e magari indirizziamolo ad un'altro eventuale nostro account per verificarne il funzionamento. Si può notare che ora nell'angolo in basso a destra compaiono due nuove icone che ci permettono di scegliere se firmare/cifrare il nostro messaggio (la firma/cifratura è attiva di default).
e-mail di prova

Se i nostri destinatari non hanno il supporto PGP nel loro client di posta o se leggono la posta solo dal web, riceveranno il messaggio in questo modo:
-----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE-----

Hash: SHA1

Prova

-----BEGIN PGP SIGNATURE-----
Version: GnuPG v1.4.3 (GNU/Linux)
Comment: Using GnuPG with Mozilla - http://enigmail.mozdev.org <--- Questo commento può essere rimosso nelle opzioni iD8DBQFETUAiIIY1uSeLXkQRAi/DAJ4zPo5OSLj/0nCwFCu6A6MqHiFzDQCfbBsu 3a5mf+U9wkZRdA0xMo6I/YQ=
Se si vuole cifrare anche la posta di altri account, si può semplicemente ripetere la procedura creando un'altra coppia di chiavi, oppure usare la stessa coppia dell'altro account.

Note aggiuntive:
  • Per inviare email cifrate è necessario avere la chiave pubblica del destinatario. Se, come nella maggioranza dei casi avviene, il destinatario non possiede nessuna chiave, i nostri messaggi saranno automaticamente firmati, ma non cifrati, il che comunque ci assicura un decente livello di protezione.
  • Bisogna ricordare che ad essere cifrato è il corpo delle email, mentre il titolo resta sempre in chiaro, anche se Enigmail ci offre la possibilità di omettere il titolo.
  • Esistono numerosi front-end grafici per una gestione ottimale delle chiavi nel caso in cui Enigmail non vi dovesse soddisfare sotto questo punto di vista.
  • Ricordare di custodire segretamente e possibilmente di non lasciare sul disco fisso sia la chiave privata che la passphrase.
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